Dare un’idea del libro è pressoché impossibile! - mi ha detto il verduraio due mesi dopo che gli ho regalato una copia del romanzo. Se è divertente? Forse sì…chissà!: non ci ho dato ancora dentro... Però si fa leggere, si fa leggere, anche se ci prendo poco… per ora! - questo il parere del mio trombaio di fiducia.  

 Da quando l'Uomo lasciò l'Eden, la sua maggiore aspirazione è stata quella di tornarvi. L'Eden è bello perché tutto è a portata di mano tranne il lavoro. Da qui i viaggi intercontinentali, transoceanici, ed a giorni interplanetari: alla ricerca di vacanza! Eva, quella di turno - la dolce appassionata compagna a tempo, o la fedele amica di tante battaglie -, sarà al suo fianco allietandone i giorni e le notti perché "non è bene che Adamo sia solo". Saskia e Fulvio cercano anche loro un "paradiso", ma neanche l'hanno trovato - Alessandria d'Egitto - che qualcosa li fa ri-precipitare nell'orrido della consueta realtà. Corrie, la figlia sposata che vive in Olanda, ha deciso che una famiglia in cui il maschio ha un comportamento "improprio", e il cui lavoro intanto è "signifi-cativamente cambiato", non è esattamente l'avventura amorosa in cui credeva di essersi imbarcata un dì. Addio vacanza per Saskia e per Fulvio. I due, piuttosto che fare un passo indietro, saranno costretti a farne uno avanti, in un contemporaneo diminutivo universo che li provocherà con un piccolo esercito di personaggi, a cominciare da un alessandrino innamorato della sua giovane serva e in cerca di un erede maschio da lei. La storia è grottesca e purtroppo verisimigliante. In essa l’amore, la vita, la morte, sembrano rispondere all’appello in maniera annunciata. Ma vivere è interpretare.  P.S. Il verduraio e il trombaio avevano ragione!

 

 

 

 A. F. inizia a scrivere poco dopo i vent’anni durante una vacanza-studio a Londra. I temi da lui preferiti sono i temi alti della vita, l’amore nella coppia prima di tutto, e poi le dinamiche della sensibilità e dell’intelligenza.             

...una volta di più ho ammirato la sua capacità di creare trame avvincenti, sorprendenti... e la sua straordinaria conoscenza dell'ambiente mediterraneo-egiziano messa a contrasto con l'altro ambiente che lei rende benissimo, quello nordico-olandese. Le avventure ad Alessandria, con quello scambio del tutto plausibile fra "essere" e "sembrare"..., sono deliziose, ma sempre con quel fondo di seria riflessione, di autentica forza morale, che le è proprio. Penso... alla dolcezza profonda del riscatto finale.

Antonia Arslan - Università di Padova

...mi pare il migliore che di te abbia visto per varietà di ambienti, ricchezza esemplare di vicende e di figure, sapienza di scrittura, accorta e ironica, ma anche pietosamente partecipe delle complicazioni dei cuori e dei sensi. E' un opera essenziale nello sviluppo, ma di grande respiro umano, vivo affresco quale è della confusione del mondo, ma anche delle degne e autentiche ragioni dell'anima che ci stanno dentro e vi lottano e operano.  

Giorgio Barberi Squarotti - Università Di Torino

...mi sembra decisamente il tuo romanzo più bello, originale e intrigante nella sua narrativa e nel legame simbolico… l’insieme regge e viene fuori alla distanza, mostrando quello che la macchina narrativa è nella sua crescita...Una bella storia d’amore di adulti-anziani... nel suo sviluppo ultimo, sullo sfondo e in contrappunto allo sviluppo ultimo di una umanità smarrita, incerta, criminale oppure orridamente banale.

Giovanni Casoli - Università Urbaniana, Roma

 

   www.ferrazzaniantonio.net

www.antonioferrazzani.net